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15 novembre 2018

Trasformazione digitale: qual è l’impronta che vogliamo lasciare?

La trasformazione è dentro di noi

Digitale, una parola che oggi sentiamo e usiamo tantissimo. Il suo significato appare scontato e il suo futuro luminosissimo. Questo è proprio il suo tempo, ma se chiaro è il suo presente e fulgido il suo futuro… qual è la sua origine? Digitale ha a che fare con le dita (dal latino digitus) e con il termine inglese digit che significa cifra numerica, richiamando la pratica di aiutarsi con le dita per contare e numerare. In qualche modo quindi il digitale parla di cifre, di codici, di linguaggio e pertanto essendo simboli nati per comunicare, creare connessioni, definire dimensioni e valori, il digitale parla di noi esseri umani, di relazioni.

E così il passato si collega al presente e soprattutto al futuro: affrontare il tema della digital transformation è riferirsi, dal nostro punto di vista alle possibilità e delle capacità trasformative ed evolutive delle persone. Crediamo fortemente che l’innovazione tecnologica e di business dettata dalla digital disruption può funzionare solo se parte dall’evoluzione della forma mentis e agendi delle persone:troppo spesso si parla di aziende come brand, società, entità monolitiche, con una sola volontà e un solo corpo. In realtà è bene rivolgere sempre l’attenzione e portare consapevolezza sul fatto che le aziende sono sistemi di persone, ognuno con i propri valori, desideri, obiettivi, approcci, preferenze e influenza sul successo di un’impresa che devono essere orientati ed indirizzati verso un obiettivo comune.

La tecnologia è uno strumento e una delle dimensioni attraverso la quale il potenziale di sviluppo di persone e contesti si può esprimere. È efficiente tanto quanto lo è la mano che la crea e la utilizza, così come un processo genera valore fintanto che le sue componenti si integrano senza attriti: il primo passo per abbracciare la trasformazione digitale è rivolgere lo sguardo alla propria organizzazione e valutare la digital attitude in termini di capacità di combinazione, ossia di integrazione tra le parti, di capacità di essere multidisciplinari, di capacità di creare collegamenti e di operare scelte, di capacità di sperimentare e di essere aperti alla scoperta di nuove formule, risultati, scoperte. L’impronta da cui tutto si genera è un polpastrello sul quale ognuno ha scritto il proprio codice.

Educare le potenzialità trasformative

La digital transformation è educazione, è saper estrarre e tirare fuori le capacità trasformative racchiuse in ogni organizzazione e singolo individuo e saperle collegare tra loro. Con particolare attenzione a trovare i giusti collegamenti tra mercato e organizzazione, espressi nelle loro componenti minime di significato: tra persona e persona. Questa secondo noi è la vera disruption. È un valore che va costruito, non viene comprato dall’oggi al domani come può essere un nuovo tool digitale ad esempio: ci vuole tempo, pazienza e un approccio sistemico in cui tutte le componenti siano in equilibrio così il cambiamento diventa realmente un’opportunità e non una minaccia.

  • Preparare le persone ad affrontare questa perturbazione digitale non è banale: il futuro è incerto e la strada la si traccia percorrendola passo dopo passo. In queste turbolenze processi di mentorship, supporto e potenziamento di coaching, riallineamento e focalizzazione con programmi di counseling sono strumenti in grado di semplificare l’acquisizione di questo mindset trasformativo e accompagnare le persone in questo percorso;
  • Serve ridefinire i ruoli all’interno dell’azienda, perché la digital transformation richiederà di modellare alcune skills (la leadership ad esempio dovrà connotarsi con nuovi indicatori e modalità di espressione) e di impararne di nuove (la curiosità e l’intelligenza sociale ad esempio). È fondamentale capire le affinità verso i nuovi compiti e processi introdotti, coltivare il talento, esplorare sé stessi e incoraggiare il percorso di apprendimento verso nuove abilità. L’istituzione di team e unità cross-settore permetterà a ruoli diversi di contaminarsi e di aiutarsi reciprocamente nella ridefinizione, oltre ad essere un’occasione di costruzione di nuove relazioni. È imparare ad imparare continuamente;
  • È importante coltivare una cultura che valorizzi la capacità di creare e fare sistema, in cui ci sia libertà per l’originalità di pensiero, che sappia valorizzare chi sa osare, spostare il confine sempre un po’ più in là tanto da non vederlo più, avere l’audacia di guardare lontano per compiere piccoli passi vicini in direzioni nuove e avere l’ardire di mettere in discussione le consuetudini e ritrovare valore nelle cose semplici… sapersi guardare da diverse prospettive per disegnare nuove direzioni, nuove mansioni, nuove potenzialità.

Tutti siamo immersi in questa trasformazione digitale: la tecnologia è l’effetto wow di questa trasformazione, l’essere umano è l’effetto how. E parte tutto da un gesto semplice, che è un grande atto di volontà: voler lasciare la propria impronta, anch’essa, digitale.