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23 ottobre 2018

Linkership: andare oltre la leadership

Chi è un leader? Questa parola acquisita da lingua straniera può lasciare perplessi se non si ha familiarità con la radice anglosassone: to lead, ovvero guidare. Il leader è letteralmente colui che guida, che conduce gli altri verso un obiettivo. A volte si usa impropriamente per indicare una posizione a cui fanno riferimento più sottoposti, ma un ruolo di potere non definisce il leader e il leader non ha per forza un ruolo di potere. In effetti è proprio questa la forza della leadership: riuscire a influenzare pensieri, comportamenti, emozioni e azioni di altre persone senza far leva sulla gerarchia o su altri mezzi coercitivi. E allora: se fosse arrivato il momento di aggiornare il linguaggio e trovare termini più attuali per identificare le nuove abilità che possono fare la differenza nella nostre organizzazioni?

In molti parlano di capacità di ispirare: così come gli eroi, veri o fittizi, passati o presenti, stimolano gli altri a superare i propri limiti e ad ambire alla grandezza, i leader degni di essere chiamati tali devono, con il loro esempio fatto di comportamenti, esperienze, relazioni e alla fine (ma solo alla fine) parole, orientare chi gli sta vicino ad desiderare di esprimersi e agire al meglio delle proprie possibilità.

Allora proviamo a guardare più da vicino ciò di cui oggi le organizzazioni hanno bisogno per poter competere in un mondo che va così veloce, così sovraffollato di stimoli, beni e servizi, così grande per geografie fisiche e virtuali, così evoluto sul piano tecnologico e così disorientato sul piano relazionale.

Chi fa davvero la differenza oggi? E poi siamo proprio così sicuri che la differenza la faccia un “chi” e non un “come”? Qual è il valore fondamentale, qual è la risorsa veramente disruptive?

Se fosse la capacità di trovare e generare connessioni, punti di contatto, collegamenti… se fosse la capacità di unire?

Oltre il concetto semplificato di leader…

Una delle qualità che abbiamo imparato che un buon responsabile è importante esprima, è la capacità di avere elasticità nel riconoscere le diverse modalità con cui si può raggiungere un obiettivo. È avere la consapevolezza che le persone con le quali collaboriamo sono esseri che pensano e reagiscono in maniera diversa rispetto a come agiremmo noi nella medesima situazione.

Significa comprendere che ogni individuo ha le proprie strutture mentali, emotive e sensoriali, oltre ai propri talenti, modalità di utilizzo dell’intelligenza emotiva, istinti, intuito, punti di forza e aree di miglioramento. E che questa unicità può unire, andando a creare una forza più grande con la quale affrontare le sfide.

Forse bisogna aggiornare la visione del leader singolo, solo al comando, forte delle sue eccezionalità al quale si guarda un po’ dall’alto al basso (a seconda che lo si ammiri o lo si contrasti).

A tutto questo si deve aggiungere la capacità di assumere uno stile di gestione flessibile in relazione ai comportamenti e ai bisogni degli altri.

innovation insight

… verso il concetto evolutivo di linker.

Ecco che la leadership, intesa nel senso più profondo del termine, si delinea come una di quelle skills rare da avere all’interno della propria azienda. E descritta così può apparire un modello ideale irrealizzabile.

E il punto sta proprio qua: è irrealizzabile se pensiamo ad un singolo. Oggi leadership necessariamente deve essere un nome collettivo, deve essere sinonimo di pluralità, deve accogliere e fare spazio. Andare oltre la leadership è creare connessioni. È linkership.

Ed è qui forse che si può fare davvero la differenza. E oggi perché le aziende possano avere un futuro c’è bisogno di fare questa differenza.

Da dove iniziare? Semplice, da noi stessi. Sviluppare una maggior auto-competenza, una minore reattività, una consapevolezza più profonda delle dinamiche di relazione e degli impatti del nostro agire.

Solo attraverso un percorso di conoscenza, di coaching o di counseling che offrono un dialogo di confronto infatti, è possibile esplorare ed esplorarsi per sviluppare appieno le proprie capacità di relazione e linkership, elemento chiave per sviluppare un sistema fatto di armonia e valorizzazione delle differenze che consente una maggiore produttività.

Far emergere le proprie qualità e quelle del proprio team, imparare a individuare e gestire le zone d’ombra sono strumenti essenziali per motivare, coinvolgere e guidare l’azienda verso obiettivi comuni e andare oltre i limiti del singolo individuo e fare spazio ad un noi. E la linkership è la capacità che assicura il futuro alle organizzazioni.