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16 Gennaio 2019

Uscire dalla comfort zone: per un 2019 fuori dagli schemi

Quella che viene definita comfort zone è l’insieme di comportamenti, persone, luoghi e attività che rappresentano una condizione di sicurezza e agio.

Sembrerebbe una condizione ideale per affrontare al meglio ogni giorno, no?

In realtà è proprio l’opposto: la comfort zone da una parte ci mantiene al sicuro, dall’altra limita gli orizzonti e ci ostacola nella crescita.

E se tutto questo vale a livello personale lo è ancora di più nella sfera professionale e come azienda.

Ma per quale ragione un’organizzazione dovrebbe modificare una situazione di comodità e benessere per spingersi oltre verso nuovi obiettivi e territori inesplorati?

La risposta è abbastanza semplice: per rimanere appealing e competitivi sul mercato.

In molte aziende “agire come si è sempre fatto” e rimanere nella propria comfort zone sembra essere la miglior soluzione per rimanere in equilibrio: evitare situazioni di rischio per paura di commettere errori è un comportamento ampliamente adottato.

La nuova sfida delle aziende, grandi o piccole che siano, dovrebbe essere proprio quello di creare un ambiente di lavoro che educhi e alleni i propri collaboratori ad agire sfidando sé stessi e i propri limiti, per evolvere come persone e come azienda.

Per avere successo, o forse semplicemente per rimanere a galla nel medio lungo periodo, le organizzazioni devono popolarsi di persone che siano in grado di mettersi in gioco continuamente e che sappiano accogliere piccoli e grandi cambiamenti.

Le aziende più virtuose stanno già lavorando nella costruzione di modelli di lavoro che supportano e aiutano i collaboratori a sviluppare un approccio al lavoro più snello, fuori dagli schemi e oltre le aspettative. Dove l’errore, il rischio e l’esplorazione delle proprie competenze, attraverso la formazione e l’allenamento, sono attività all’ordine del giorno.