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18 ottobre 2018

Intelligenza relazionale: cos’è veramente e perché è considerato uno strumento con i super poteri

Prima di essere dipendenti, manager, responsabili, direttori o imprenditori, siamo esseri umani, uomini e donne con le loro forze e debolezze, ambizioni e fragilità, sentimenti e preoccupazioni. Se prima era radicata l’immagine del lavoratore modello tutto d’un pezzo e perfettamente razionale, oggi ci si rende conto che non solo è un ideale irraggiungibili nella realtà, ma non è neanche un approccio competitivo.

L’analisi effettuata dal World Economic Forum nel 2016 ha costruito l’orizzonte temporale del mercato del lavoro nel quinquennio 2015-2020, focalizzandosi in particolare sulle abilità richieste dai professionisti per far fronte alla cosiddetta ‘quarta rivoluzione industriale’, incentrata su robotica, automazioni e intelligenza artificiale. In questa classifica troviamo un trionfo delle soft skill:

  1. Problem Solving avanzato
  2. Pensiero critico
  3. Creatività
  4. Gestione delle persone
  5. Coordinamento con altri
  6. Intelligenza relazionale
  7. Giudizio e capacità di prendere decisioni
  8. Orientamento al servizio
  9. Negoziazione
  10. Flessibilità cognitiva

Questa classifica evidenzia un professionista molto più umano, che porta valore come persona. In questo elenco, vorremmo in particolar modo concentrarci sull’intelligenza relazionale: la capacità di saper leggere e interpretare i contesti sociali intesi come comportamenti, bisogni, processi decisionali e utilizzare questa comprensione per creare relazioni equilibrate, efficaci, produttive.

Si tratta di una presa di coscienza sincera che tutti gli individui coinvolti negli acquisti, nell’erogazione di servizi, nelle trattative commerciali e nelle dinamiche interne di un ambiente lavorativo, sono umani, creature emotive e non perfettamente razionali.

Preso atto di questa realtà, la capacità di riconoscere le dinamiche in atto nelle relazioni, leggere le emozioni e rapportarsi con gli altri in una prospettiva facilitante, diventa un asset per creare un vantaggio concreto:la capacità di comprendere le emozioni e relazionarsi con gli altri di conseguenza, diventa un asset per creare un vantaggio concreto. Un commerciale può adeguare la sua strategia di vendita, un manager può capire il sentimento diffuso nei suoi dipendenti agendo per incoraggiare se positivo o rimediare se negativo, e così via.

Una soft skill con i super poteri che agevola e migliora l’interazione tra persone e tra persone e processi. Perché nella trasformazione tecnologica in atto e nella digitalizzazione delle interazioni, tutti noi potremo meglio integrare human power e tech power se impariamo a valorizzare il meglio che la tecnologia può offrire con il meglio che le persone possono esprimere.

innovation insight

Avere figure professionali all’interno dell’organizzazione dotate di intelligenza relazionale può quindi portare molti vantaggi, in particolare:

  • permette di avere la consapevolezza della situazione grazie all’ascolto attivo e all’empatia, per poi prendere decisioni che tengano conto del contesto e che quindi risultano in strategie mirate e personalizzate;
  • consente di comprendere noi stessi e gli altri, identificando più facilmente i punti di forza e le aree di miglioramento di ognuno. Con questa conoscenza, si può organizzare il team in modo da integrarsi a vicenda e creare un gruppo bilanciato;
  • facilita la creazione di un ambiente lavorativo più rilassato e produttivo, in cui si favorisce la comunicazione tra i vari livelli della gerarchia aziendale e la circolazione delle informazioni, si gestiscono maggiormente i livelli di stress propri e altrui, e si accresce il senso di appartenenza e di coinvolgimento;
  • permette di entrare in maggiore sintonia con il cliente, comprendendo maggiormente i suoi bisogni e il suo stato d’animo, oltre a comunicare esternamente un’immagine aziendale coerente, coesa e forte.

Tutte queste capacità consentono di avere una awareness e una capacità predittiva al limite del superpotere, ma come tale devono essere coltivate e affinate attraverso un allenamento continuo.

La ribalta dell’intelligenza relazionale sarà quindi un nodo di svolta per le aziende nei prossimi anni, che dovranno prendere atto di questa riscoperta forza dell’emozione/relazione e adeguare di conseguenza non tanto i propri processi, quanto la propria cultura: la sensibilità relazionale come forza e asset per lo sviluppo dell’organizzazione.